Trump alla prova delle midterm: le conseguenze per l’Europa
Il 3 novembre 2026 gli Stati Uniti rinnoveranno il Congresso, senza eleggere un nuovo presidente. Costo della vita, dazi e conseguenze economiche della guerra con l’Iran hanno però trasformato le elezioni di medio termine in una verifica politica della seconda amministrazione di Donald Trump. L’esito definirà i rapporti di forza a Washington per i prossimi due anni, senza comportare necessariamente un’inversione delle politiche americane. Per l’Europa, la posta in gioco riguarda anche la stabilità delle relazioni transatlantiche e la capacità di ridurre le proprie dipendenze strategiche. Il voto che non elegge il presidente Il 3 novembre gli americani non sceglieranno un nuovo presidente. Decideranno, però, la composizione del Congresso che accompagnerà Donald Trump nella seconda metà del suo mandato, influenzando la possibilità della Casa Bianca di tradurre le proprie iniziative in leggi e stanziamenti. Saranno rinnovati tutti i 435 seggi della Camera dei rappresentanti e 35 dei...








