L’età non basta più. L’Italia entra nella società della longevità
Nel 2026 un italiano su quattro ha almeno 65 anni. Ma salute, autonomia, lavoro, patrimonio e competenze rendono sempre meno sufficiente una soglia anagrafica per definire chi è “anziano”. La sfida è ripensare economia, welfare e servizi per vite più lunghe e molto più diverse tra loro. C’è qualcosa di apparentemente contraddittorio nel rapporto degli italiani con l’età. Per una quota significativa della popolazione, il pensiero dell’invecchiamento compare quando la vecchiaia è ancora lontana; poi, avanzando negli anni, cresce la distanza tra l’età riportata sulla carta d’identità e quella che ci si sente addosso. L’indagine Human After All , realizzata da Doxa per Hearts United su un campione rappresentativo di 2.000 italiani, fotografa bene questo paradosso. Il 26% colloca tra i 25 e i 34 anni il momento in cui ha iniziato a pensare al proprio invecchiamento: è la fascia più frequentemente indicata, non la maggioranza degli intervistati. Allo stesso tempo, il 62% delle persone...







